Spiagge a numero chiuso in Sardegna: dove serve prenotare nel 2026
La Pelosa, Goloritzè, Tuerredda, Cala Brandinchi: sempre più spiagge sarde hanno accessi contingentati e prenotazione obbligatoria. La mappa aggiornata per non restare fuori.

Ogni estate la lista si allunga: per proteggere sabbia, posidonia e fondali, molti comuni sardi hanno introdotto tetti giornalieri di ingressi e prenotazione obbligatoria sulle spiagge più fotografate. Per chi fa snorkeling è una buona notizia — meno folla significa acqua più limpida e pesci meno disturbati — ma va pianificato: presentarsi senza prenotazione può significare tornare indietro.
Le spiagge con accesso contingentato
La Pelosa (Stintino) è il caso più noto: da giugno a ottobre l’ingresso è a pagamento e a numero chiuso, con prenotazione dal portale ufficiale del comune. Obbligatoria la stuoia sotto l’asciugamano, vietato portare via anche un pugno di sabbia.
Cala Goloritzè (Baunei) si raggiunge a piedi solo dal Golgo, con accesso a pagamento e contingentato; in barca ci si ferma al largo, perché lo sbarco è vietato. Anche altre cale del Golfo di Orosei hanno sbarchi regolamentati in alta stagione.
Tuerredda (Teulada) e Punta Molentis (Villasimius) applicano tetti giornalieri con prenotazione via app o portale. Cala Brandinchi e Lu Impostu (San Teodoro) richiedono la prenotazione nei mesi estivi. Cala Coticcio (Caprera), la “Tahiti” della Maddalena, si visita ormai solo con guida ambientale autorizzata.
Come organizzarsi (bene)
Le regole cambiano di anno in anno: verifica sempre il portale ufficiale del comune poco prima della partenza, e prenota con qualche giorno di anticipo per luglio e agosto. Le quote si aprono in genere 72 ore–7 giorni prima.
Per lo snorkeling il numero chiuso è quasi un regalo: prenota le prime fasce del mattino, quando l’acqua è ferma e la spiaggia semivuota, oppure valuta l’alternativa in barca — molte escursioni includono le stesse cale senza il problema del posto a terra.


